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Il problema non è riconoscere ogni deepfake

Nel 2025 l’EBA ha riportato un caso di vigilanza in cui più istituzioni finanziarie avevano rilevato reti criminali che sfruttavano tecnologie generative, inclusi deepfake, per aggirare misure standard di verifica remota dell’identità. Nello stesso quadro compaiono impersonazione di persone reali, false identità, società esistenti acquistate e money mules. Il punto operativo non è addestrare l’analista a vincere una gara visiva contro l’AI: è evitare che un singolo segnale apparentemente valido chiuda la verifica.

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Documento ✓ Volto ✓ Video ✓ — identità verificata? Non necessariamente

Un documento plausibile, un volto compatibile e una sessione video convincente possono essere tre controlli superati e, insieme, non dimostrare ancora che la persona sia realmente chi dichiara di essere o che sia autorizzata ad agire. L’AMLR richiede identificazione e verifica del cliente e, dove rilevante, della persona che agisce per suo conto; la verifica può utilizzare documenti e fonti affidabili e indipendenti oppure mezzi di identificazione elettronica qualificati nel perimetro previsto.

L’AMLR si applicherà in generale dal 10 luglio 2027. Oggi il processo deve rispettare la disciplina già applicabile al soggetto: il confronto con il nuovo quadro serve alla readiness, non anticipa ogni requisito futuro.

  • La fonte che conferma l’identità è realmente indipendente dal materiale fornito dal cliente?
  • Persona, documento, contatto, conto, società e poteri raccontano la stessa storia?
  • Lo scopo del rapporto e l’attività attesa sono coerenti con ciò che accade dopo l’onboarding?
  • Una discordanza produce una review proporzionata o viene assorbita da un punteggio complessivo?
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La verifica continua dopo l’onboarding

L’AMLR collega la CDD anche a purpose and intended nature e ongoing monitoring. Questo è decisivo nell’era delle identità sintetiche: anche quando l’ingresso appare regolare, comportamento, controparti, flussi e source of funds possono smentire la storia iniziale. L’identità non va letta come una fotografia isolata, ma come una relazione tra evidenze che deve restare coerente nel tempo.

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AI contro AI non basta: serve una decisione umana

Review proposta: distingui la coerenza apparente del documento dall’indipendenza della fonte. Se documento, video e interlocutore arrivano dallo stesso canale non verificato, la loro concordanza non costituisce tre riscontri indipendenti. Registra quale evidenza risolve la discrepanza e chi gestisce l’escalation residua.

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Un test pratico per il proprio processo

Prendi un onboarding remoto recente e rimuovi mentalmente la fiducia nel video. Chiedi quali altre evidenze permetterebbero comunque di sostenere identità, autorità e coerenza del cliente. Se la risposta dipende ancora dallo stesso documento, dallo stesso dispositivo o da informazioni fornite dalla stessa persona, il controllo può avere più passaggi ma una sola fonte reale di fiducia.

  • Quale controllo fallirebbe se documento e volto fossero entrambi sintetici?
  • Quale fonte indipendente potrebbe corroborare il dato decisivo?
  • Quale comportamento successivo farebbe riaprire la verifica?
  • Chi può effettuare override o escalation e con quale evidenza documentata?

Verifica del documento ≠ certezza sull’identità

La stessa storia, ripetuta

Documento, video e interlocutore provengono dallo stesso canale non verificato. Tre segnali coerenti possono dipendere da un’unica fonte compromessa.

Corroborazione indipendente

Verifica fonte, poteri della persona e relazione con il conto usando evidenze stabilite in modo indipendente. Registra la lacuna residua e chi decide il prossimo approfondimento.

DAL CONTENUTO ALLA VERIFICA

Allena la decisione, non solo il detector.

Trasforma impersonazione, verifica indipendente ed escalation in un esercizio sui casi del tuo team.

Marco N. Pace
L’AUTOREMarco N. Pace

AML/CFT & Financial Crime professional

Profilo ed esperienza